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Quando il corpo continua a trattenere ciò che la mente prova a comprendere e controllare Il lavoro corpo–mente non coincide semplicemente con il rilassamento, ma con il modo in cui il sistema umano organizza e attraversa l’esperienza. Ci sono momenti in cui il disagio non nasce soltanto da ciò che accade, ma dal modo in cui il corpo continua a sostenere ciò che vive. A volte il pensiero cerca di comprendere, spiegare, controllare. Ma il corpo resta in allerta. Lo si avverte in un respiro trattenuto, in una tensione che ritorna sempre negli stessi punti, nella difficoltà a lasciarsi attraversare dalle emozioni senza irrigidirsi. Per questo il cambiamento non passa soltanto attraverso la comprensione razionale. Coinvolge anche il modo in cui il sistema corpo–mente impara lentamente a sentirsi in maniera diversa. Il lavoro integrato corpo–mente non consiste nel “rilassarsi” o nel gestire meglio le emozioni. È un processo più sottile. Attraverso l’ascolto corporeo, il movimento, la relazione terapeutica e la possibilità di dare forma all’esperienza, il corpo può progressivamente uscire da modalità automatiche di difesa e adattamento. Spesso il corpo racconta ciò che non è ancora stato pensato. Una tensione cronica, una postura irrigidita, la difficoltà a respirare profondamente o a sentire il proprio limite non sono soltanto sintomi da eliminare. Sono modalità attraverso cui l’organismo ha imparato a proteggersi. Nel tempo, quando l’esperienza viene attraversata senza forzature, qualcosa può modificarsi. Non necessariamente attraverso uno sforzo maggiore. A volte accade quando il sistema smette lentamente di trattenere tutto. La percezione interiore cambia allora non perché la persona diventa “più forte”, ma perché il corpo non ha più bisogno di sostenere continuamente lo stesso livello di tensione. È qui che il lavoro corpo–mente diventa trasformativo: non nella ricerca della prestazione o del controllo, ma nella possibilità di sviluppare una presenza più fluida, regolata e aderente alla propria esperienza reale. Il corpo non è separato dalla storia personale. La racconta continuamente. E a volte è proprio attraverso il corpo che una storia può iniziare lentamente a cambiare forma. Testo a cura della Dott.ssa Anna Pancallo Studio Pancallo | Psicologia del Corpo e della Presenza Letture correlate:
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