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Disconnessione, responsabilità e mente umana 27 gennaio – Giornata della Memoria
Anna Pancallo – Studio Pancallo | Psicologia del Corpo e della Presenza Il 27 gennaio è tradizionalmente dedicato alla memoria. Ma la memoria, da sola, non basta. Se ridotta a rito o a ricorrenza, rischia di diventare una forma di distanza: qualcosa che appartiene al passato e che, proprio per questo, non ci riguarda più.
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Il potere della relazione nella Lifestyle Medicine Dal sapere al fare: come costruire relazioni che curano
Introduzione: dalla teoria alla pratica della connessione Nelle prime due parti abbiamo visto due aspetti fondamentali:
Il cervello sociale, il linguaggio del corpo e gli ostacoli moderni alla connessione Introduzione: il bisogno di connessione oltre la fisiologia
Nella prima parte abbiamo visto come le relazioni modulino la salute attraverso processi biologici misurabili: citochine, HRV, asse HPA, infiammazione, ossitocina. Ma la salute non è soltanto la somma delle reazioni biochimiche: nasce anche da come percepiamo la presenza dell’altro, da come interpretiamo i suoi segnali, da quanto riusciamo a sentirci parte di un legame. Perché nessuna longevità è possibile senza connessione emotiva e corporea Introduzione: la relazione come primo farmaco
Quando pensiamo alla salute, immaginiamo quattro pilastri ormai noti: nutrizione, movimento, sonno e gestione dello stress. Ma nella Lifestyle Medicine ce n’è un quinto, oggi impossibile da ignorare: la connessione sociale. Le evidenze sono ormai schiaccianti: la qualità delle nostre relazioni modula il funzionamento dell’intero organismo — dal sistema immunitario alla longevità, dalla neuroplasticità alla salute cardiovascolare. Dal “demone della nostalgia” alla pratica terapeutica: quando il passato diventa strumento di lettura del presente Nel suo Il demone della nostalgia. L’invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt (Einaudi, 2025), Mauro Bonazzi ricostruisce un capitolo decisivo della storia europea: come, tra Otto e Novecento, la cultura — soprattutto tedesca — abbia “inventato” la propria Grecia. Non la Grecia reale, frammentata e plurale, ma un’immagine idealizzata, levigata e funzionale a bisogni politici, filosofici e identitari.
Viviamo immersi in una rete globale dove la connessione è continua, istantanea, apparentemente illimitata. I social media sono diventati parte integrante della nostra quotidianità: li usiamo per comunicare, informarci, raccontarci. Tuttavia, al di là della funzione comunicativa e della creatività che spesso veicolano, stanno emergendo effetti meno visibili ma profondi, soprattutto sul piano della salute mentale. Tra questi, l’impatto sull’autostima è oggi uno dei più discussi e rilevanti. Per comprendere a fondo questo fenomeno, possiamo osservare due dimensioni sempre più intrecciate: da un lato la solitudine sociale, dall’altro il bisogno di scambio. Entrambe trovano nei social media un terreno ambiguo, fertile tanto per la costruzione quanto per l’erosione del sé.
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