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Corpo, cura e tempo Abitare il vivente oltre la prestazione
La crisi del nostro tempo non riguarda soltanto il pensiero o le strutture sociali, ma tocca in profondità il modo in cui abitiamo il corpo e il tempo. Il corpo è diventato spesso un oggetto da gestire, correggere o ottimizzare, mentre il tempo si è ridotto a una sequenza di unità misurabili, scandite dall’efficienza e dalla prestazione. In questo scenario, la cura rischia di trasformarsi in un insieme di pratiche tecniche svuotate di senso. Eppure, il corpo continua a parlare. Lo fa attraverso segnali sottili, sintomi, stanchezze, tensioni, rallentamenti. È un linguaggio che non chiede di essere dominato, ma ascoltato.
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Disconnessione, responsabilità e mente umana 27 gennaio – Giornata della Memoria
Anna Pancallo – Studio Pancallo | Psicologia del Corpo e della Presenza Il 27 gennaio è tradizionalmente dedicato alla memoria. Ma la memoria, da sola, non basta. Se ridotta a rito o a ricorrenza, rischia di diventare una forma di distanza: qualcosa che appartiene al passato e che, proprio per questo, non ci riguarda più. Il ponte invisibile del simbolo Corpo, tempo e linguaggio nella cura del presente
Questi tre articoli nascono da un’unica domanda di fondo: come restare umani in un tempo che tende a perdere profondità di senso. Un tempo segnato dalla frammentazione dell’esperienza, dall’accelerazione continua e dalla difficoltà a sostare nel limite, nell’attesa, nella complessità. Il primo testo, “Il ponte invisibile del simbolo”, esplora il ruolo del simbolico come soglia necessaria tra coscienza e mondo, mostrando come la perdita del linguaggio simbolico produca alienazione, irrigidimento e impoverimento dell’esperienza. Il simbolo non è inteso come ornamento o astrazione teorica, ma come funzione vitale di mediazione, capace di tenere insieme interiorità e realtà. Il potere della relazione nella Lifestyle Medicine Dal sapere al fare: come costruire relazioni che curano
Introduzione: dalla teoria alla pratica della connessione Nelle prime due parti abbiamo visto due aspetti fondamentali:
Il cervello sociale, il linguaggio del corpo e gli ostacoli moderni alla connessione Introduzione: il bisogno di connessione oltre la fisiologia
Nella prima parte abbiamo visto come le relazioni modulino la salute attraverso processi biologici misurabili: citochine, HRV, asse HPA, infiammazione, ossitocina. Ma la salute non è soltanto la somma delle reazioni biochimiche: nasce anche da come percepiamo la presenza dell’altro, da come interpretiamo i suoi segnali, da quanto riusciamo a sentirci parte di un legame. Perché nessuna longevità è possibile senza connessione emotiva e corporea Introduzione: la relazione come primo farmaco
Quando pensiamo alla salute, immaginiamo quattro pilastri ormai noti: nutrizione, movimento, sonno e gestione dello stress. Ma nella Lifestyle Medicine ce n’è un quinto, oggi impossibile da ignorare: la connessione sociale. Le evidenze sono ormai schiaccianti: la qualità delle nostre relazioni modula il funzionamento dell’intero organismo — dal sistema immunitario alla longevità, dalla neuroplasticità alla salute cardiovascolare. |
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