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Corpo, cura e tempo Abitare il vivente oltre la prestazione
La crisi del nostro tempo non riguarda soltanto il pensiero o le strutture sociali, ma tocca in profondità il modo in cui abitiamo il corpo e il tempo. Il corpo è diventato spesso un oggetto da gestire, correggere o ottimizzare, mentre il tempo si è ridotto a una sequenza di unità misurabili, scandite dall’efficienza e dalla prestazione. In questo scenario, la cura rischia di trasformarsi in un insieme di pratiche tecniche svuotate di senso. Eppure, il corpo continua a parlare. Lo fa attraverso segnali sottili, sintomi, stanchezze, tensioni, rallentamenti. È un linguaggio che non chiede di essere dominato, ma ascoltato.
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Disconnessione, responsabilità e mente umana 27 gennaio – Giornata della Memoria
Anna Pancallo – Studio Pancallo | Psicologia del Corpo e della Presenza Il 27 gennaio è tradizionalmente dedicato alla memoria. Ma la memoria, da sola, non basta. Se ridotta a rito o a ricorrenza, rischia di diventare una forma di distanza: qualcosa che appartiene al passato e che, proprio per questo, non ci riguarda più. Il ponte invisibile del simbolo Corpo, tempo e linguaggio nella cura del presente
Questi tre articoli nascono da un’unica domanda di fondo: come restare umani in un tempo che tende a perdere profondità di senso. Un tempo segnato dalla frammentazione dell’esperienza, dall’accelerazione continua e dalla difficoltà a sostare nel limite, nell’attesa, nella complessità. Il primo testo, “Il ponte invisibile del simbolo”, esplora il ruolo del simbolico come soglia necessaria tra coscienza e mondo, mostrando come la perdita del linguaggio simbolico produca alienazione, irrigidimento e impoverimento dell’esperienza. Il simbolo non è inteso come ornamento o astrazione teorica, ma come funzione vitale di mediazione, capace di tenere insieme interiorità e realtà. Perché nessuna longevità è possibile senza connessione emotiva e corporea Introduzione: la relazione come primo farmaco
Quando pensiamo alla salute, immaginiamo quattro pilastri ormai noti: nutrizione, movimento, sonno e gestione dello stress. Ma nella Lifestyle Medicine ce n’è un quinto, oggi impossibile da ignorare: la connessione sociale. Le evidenze sono ormai schiaccianti: la qualità delle nostre relazioni modula il funzionamento dell’intero organismo — dal sistema immunitario alla longevità, dalla neuroplasticità alla salute cardiovascolare. Riflessioni sulla cura come atto sartoriale dell’anima Qualche giorno fa, sulle pagine di Robinson (12 ottobre 2025), Vivian Lamarque raccontava la propria esperienza di rinascita poetica e terapeutica, ospite della Settimana della Salute Mentale (màt) a Modena.
Nel suo articolo, dal titolo “Facciamoci tendere la mano senza paura”, la poetessa intreccia poesia e psicoanalisi in un gesto semplice e profondo: la mano che si tende verso l’altro, senza difese. Lo studio di Piero Cipriano sulla pratica psichiatrica odierna Il libro di Piero Cipriano nasce da una domanda essenziale: che cosa resta della salute mentale quando viene ridotta a diagnosi, pillole e protocolli, senza spazio per il lavoro interiore e la dimensione sociale della sofferenza?
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