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Copioni, ripetizioni e possibilità di trasformazione Riassemblare la propria storia personale intrecciandola con le radici familiari significa accedere a una comprensione più profonda di sé. Questo include anche il fenomeno della ripetizione, un meccanismo per cui, all’interno della famiglia, si ripropongono dinamiche ed eventi simili, spostati nel tempo ma ancora vivi nella memoria emotiva collettiva.
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Le radici invisibili della nostra storia personale I legami familiari s’intersecano con le nostre vite, le influenzano e rappresentano anche un punto di svolta essenziale per comprendere più a fondo i nostri bisogni profondi.
Oggi si osserva una tendenza piuttosto diffusa a considerare lo sviluppo personale quasi esclusivamente come il risultato delle relazioni presenti e dei processi interpersonali in atto, lasciando sullo sfondo – e talvolta dimenticando – le dinamiche profonde che abbiamo assorbito nel corso della nostra storia familiare. “Un simbolo è sempre più ricco di senso di quanto lo si possa spiegare.” — Umberto Eco (Simbolo) Viviamo immersi nei simboli, anche quando non li riconosciamo. Parlano attraverso i sogni, i miti, i gesti del corpo, le immagini che ci attraggono o ci inquietano senza apparente motivo.
Eppure, nel mondo contemporaneo, la parola “simbolo” è spesso banalizzata, ridotta a marchio, segno o semplice metafora. Ma un simbolo vero non si lascia possedere né spiegare del tutto. Un simbolo agisce. Da sempre l’essere umano avverte in sé un soffio vitale, una spinta che lo orienta e lo muove, pur senza conoscerne pienamente l’origine. Quella che le antiche lingue hanno chiamato ‘Anima’ – dal greco άνεµος, respiro, soffio – è stata interpretata nei secoli dalla filosofia e dalla psicologia come ponte tra l’inconscio e il Sé. Oggi, grazie anche alle neuroscienze, possiamo riconoscerla come una forza vitale articolata, che integra corpo, emozioni e conoscenza. Partendo dal corpo, possiamo affermare che esso non è un contenitore passivo per la mente, ma svolge un ruolo attivo nella formazione della conoscenza, delle emozioni e dunque dell’identità personale. Le recenti scoperte nel campo delle neuroscienze, approfondite anche dalla psicologa e neuroscienziata Lisa Feldman Barrett, offrono nuovi elementi su come il funzionamento biologico non sia un semplice supporto meccanico ma si articoli in maniera complessa, contribuendo a dare senso alla mente e all’esperienza emotiva. I temi trattati in questo paragrafo prendono spunto da queste prospettive scientifiche, rielaborate e contestualizzate nel quadro della nostra riflessione.
“Il compito della filologia, cioè dello studio scientifico del mondo antico è di far rivivere con la forza della scienza quella vita scomparsa: il canto del poeta, il pensiero del filosofo e del legislatore, la santità del tempio, i sentimenti dei credenti e dei non credenti, le molteplici attività del mercato e del porto per terra e per mare, gli uomini intenti al lavoro e al gioco. Come ogni scienza, come in ogni filosofia, per dirla alla greca, anche qui si comincia con lo stupore che suscita ciò che non si comprende. Lo scopo è di arrivare alla comprensione.” (Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff) I Greci ci hanno lasciato un’eredità formidabile: la capacità di interrogare il reale senza cedere alla tentazione delle risposte facili. Nelle loro pratiche culturali, nei miti e nelle scuole di pensiero, troviamo una straordinaria attitudine alla ricategorizzazione del senso, una sfida al nostro bisogno di certezze.
Nel video che presentiamo oggi, la psicologa Anna Pancallo conduce una conversazione con la scrittrice e saggista Andrea Marcolongo sul tema Il regno di Perseo, esplorando le profonde connessioni tra mito, psicologia e trasformazione dell’anima.
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